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La grande industria perde dipendenti

In cinque anni persi 700mila posti di lavoro, questo lo scenario disegnato da Prometeia

Massimiliano Cassinelli

01 Febbraio 2012

Nel 2013 la grande industria avrà perso 700mila posti di lavoro rispetto al 2008. È questo quanto prospettato, come concreta possibilità, da uno studio di Prometeia. Infatti, dopo le ristrutturazioni avvenute nel settore industriale dei primi Anni ’80 e ’90, esiste il rischio che il periodo recessivo porti ad una terza fase, frutto della crisi del biennio 2008-2009.
Secondo l’indagine degli esperti, proprio la grande industria sta soffrendo maggiormente questa situazione, che induce a rivedere anche una serie di investimenti.
Stefania Tomasini, curatrice della ricerca e responsabile delle previsioni economico-finanziarie, ha sottolineato che le aziende italiane si sono dimostrate “incapaci di attenuare gli effetti della Grande Crisi a causa della debolezza della domanda domestica”. Ma non possono essere trascurate le strette creditizie operate dalle banche: “Gli istituti di credito sono sempre più selettivi nell’erogazione di liquidità”, anche per la crescita dei tassi di interesse inter-bancari.
La stessa Tomasini pone l’accento sulla Crisi della Farmaceutica, al punto che la cura della persona e i servizi legati alla salute stanno divenendo il nuovo fronte difficile.
La difficoltà dell’economia reale è stata confermata anche da Istat che, in dicembre, ha registrato 2 milioni e 243mila disoccupati, in aumento dello 0,9% rispetto a novembre. Mentre gli occupati sono quasi 23 milioni, un valore sostanzialmente stabile rispetto al dicembre dell’anno precedente e al novembre 2011.

(fonte http://www.automazioneindustriale.com)